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Esdebitazione incapiente: cancellazione dei debiti – caso reale Tribunale di Pordenone

Molte persone pensano che, quando i debiti sono diventati impossibili da pagare e non si possiedono beni, non esista alcuna soluzione.

In realtà la legge prevede uno strumento specifico per queste situazioni: l’esdebitazione dell’incapiente, prevista dall’art. 283 del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

Si tratta di una procedura pensata per chi si trova in una situazione di sovraindebitamento così grave da non poter offrire ai creditori alcuna utilità, nemmeno in prospettiva futura.

Recentemente abbiamo seguito un caso concluso con esito positivo presso il Tribunale di Pordenone, che può aiutare a capire come funziona concretamente questa procedura.

Il caso concreto

La persona aveva:

  • circa 66.000 euro di debiti;
  • uno stipendio;
  • nessun immobile di proprietà;
  • una figlia a carico.

Il reddito era interamente assorbito dalle spese necessarie per il mantenimento proprio e della figlia, e quindi non vi era alcuna concreta possibilità di pagare i debiti.

I requisiti per l’esdebitazione dell’incapiente

Per ottenere l’esdebitazione non basta non avere beni. Il Tribunale deve verificare alcuni requisiti precisi, in particolare:

1. Incapienza
Il debitore non deve essere in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, nemmeno in futuro, tenuto conto del reddito e delle spese necessarie per vivere.

2. Meritevolezza
Il debitore non deve aver causato i debiti con dolo o colpa grave e non deve aver compiuto atti in frode ai creditori. Il Tribunale valuta quindi le cause dell’indebitamento e il comportamento tenuto nel tempo.

Nel caso esaminato, il Tribunale ha confermato che il reddito è necessario nella sua totalità al debitore per vivere e mantenere la figlia e ha ritenuto che i debiti fossero stati contratti per far fronte a difficoltà economiche e personali e non per sostenere spese superflue o eccessive, e ha quindi riconosciuto la meritevolezza della persona.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale di Pordenone ha quindi emesso un decreto di esdebitazione, dichiarando inesigibili i debiti anteriori alla presentazione del ricorso. Questo significa che la persona può ripartire senza il peso dei debiti. In termini semplici, la debitrice ha ottenuto il beneficio della cancellazione di tutti i debiti.

Cosa succede dopo l’esdebitazione

È importante sapere che l’esdebitazione dell’incapiente prevede un periodo di controllo di tre anni. Durante questo periodo, il debitore deve comunicare ogni anno la propria situazione reddituale e patrimoniale. Se dovessero sopravvenire utilità rilevanti, una parte potrebbe essere destinata ai creditori.

Un messaggio importante

L’esdebitazione dell’incapiente non è automatica e non è una scorciatoia: ogni situazione viene analizzata nel dettaglio dal Tribunale. Tuttavia, quando esistono i requisiti di legge, questa procedura può rappresentare una vera possibilità di ripartenza per chi si trova in una situazione ormai non più sostenibile.

Decreto del Tribunale di Pordenone

In questo caso il Tribunale di Pordenone ha concesso l’esdebitazione dell’incapiente, consentendo alla persona di liberarsi dai debiti nonostante l’assenza di beni da liquidare.

Qui sotto è possibile scaricare il decreto del Tribunale (documento anonimizzato):

esdebitazione-incapiente-sentenza-tribunale-pordenone

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